Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane
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La Milano di Puccini

Un'immagine di Giacomo Puccini Giacomo Puccini

"Com'è bella Milano e che giovinezza!", affermò Giacomo Puccini quando approdò nella capitale meneghina all'età di 22 anni.

Milano dette a Puccini la chance per diventare grande e lo fece per mano di alcuni protagonisti della cultura musicale di inizio secolo quali Marco Sala, Emilio Boito, Ferdinando Fontana e Giulio Ricordi che per primi credettero al genio pucciniano. In fondo, non lo dimentichiamo, Puccini compositore è nato a Milano, ‘città natale' del suo primo successo, Le villi (1884), del suo più celebre fiasco in occasione della prima di Madama Butterfly (1904) e che ha ribadito, infine, il primato teatrale del compositore lucchese con la rappresentazione postuma di Turandot (1926).

Milano, dunque, è il Teatro ideale del percorso che il Comitato si appresta a compiere alla scoperta dei risvolti musicali della maturità del Maestro. Una maturità anche sofferta. Edgar, il secondo lavoro del compositore lucchese, fu accolto con non poche riserve dal pubblico scaligero. Per non parlare di Butterfly. Quella farfalla d'oriente che sembrò "bruciarsi le ali" proprio nel fiasco di pubblico che venne decretato dal Teatro alla Scala alla prima datata 1904. Un "tonfo", come molti ebbero a dichiarare, che spronò ancora di più il Maestro a non fermarsi di fronte a coloro che avrebbero voluto in ogni modo, anche affidandosi a complotti di claque avversa, fermare il "ciclone Puccini". Puccini diventa grande proprio nella Milano che chiede il conto della sua grandezza, la Milano che sprona i suoi traguardi, che rappresenta il suo successo ed il suo travaglio.

"L'amore e il dolore sono le molle che muovono il mondo" affermò Puccini. Il dolore di un insuccesso mosse Puccini nel Mondo ad affrancarsi nella schiera dei più grandi operisti del novecento. In controtendenza rispetto ai critici della moderna, esotica Butterfly ancora una volta Boito, il primo mecenate milanese del compositore lucchese, aveva visto ben oltre gli effetti disastrosi della prima affermando in un suo telegramma "meravigliosa finezza Butterfly gioiello produzione pucciniano". Di questo il Teatro alla Scala di Milano è stato grande testimone, ed oggi, ad ogni rappresentazione in cartellone, Puccini regna sovrano sul palco del maggiore teatro al Mondo, che lo celebra conferendogli la gloria negata 100 anni or sono dalla prima Butterfly.

Una importante tradizione pucciniana è quella che segna il cartellone del Teatro alla Scala ed il Comitato è onorato di suggellare la crescita musicale del Maestro Puccini facendolo tornare lì dove quella farfalla d'oriente è nata. Un cerchio che virtualmente si chiude e per questo percorso ideale non possiamo che ringraziare i protagonisti dell'arte musicale di ieri e di oggi quali il Teatro alla Scala, la Filarmonica ed il Coro Filarmonico della Scala.