Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane
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L'esordio

“E Dio ti GuARdi da quest’opera”... Giacomo Puccini: il fallimento.

Nel 1884, mentre Le Villi andava in scena al Regio di Torino nella versione rivista e ampliata (da atto unico a opera in 2 atti) sotto la direzione di Franco Faccio, Puccini si dedicava al nuovo lavoro: "Edgar".
Il soggetto fu scelto dal dramma di Alfred De Musset "La coupe et les lèvres" (1832) ma, visti i lunghi tempi di composizione dell'opera (quasi cinque anni), probabilmente non conquistò l'entusiasmo né del musicista né del librettista. Fontana, infatti, cambiava idea in continuazione passando da momenti di scoramento a fasi di esaltazione e lo stesso Puccini non si dimostrò mai molto convinto della bontà della sua opera.
Il 21 aprile del 1889 il Teatro alla Scala di Milano ospitò la prima dell'"Edgar" di Giacomo Puccini, libretto di Ferdinando Fontana, direzione del Maestro Franco Faccio: la musica non fu stroncata ma nemmeno osannata mentre il libretto suscitò unanimi riserve, a punto tale che dopo due repliche l'opera fu ritirata e Puccini cominciò un faticoso lavoro di revisione per rendere l'opera degna di calcare ancora le scene ("E Dio ti GuARdi da quest'opera", annotò Puccini su uno spartito che donò a Sybil Seligman nel 1905).
Ricordi non si fece intimorire dalla stroncatura subita dall'Edgar, sapeva che il problema era nel libretto e non nel musicista. Difese a spada tratta il suo "pupillo". L'Edgar in 4 atti debuttò al Teatro del Giglio di Lucca il 5 settembre 1891 ma, il successo riscosso in tale occasione, non convinse né il compositore né l'editore. La versione in 3 atti calcò la scena del Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro Regio di Torino ed il Teatro Reale di Madrid (prima esecuzione all'estero di un'opera di Puccini). Nonostante ogni sforzo, compositivo di Puccini e promozionale di Ricordi, l'Edgar non spiccherà mai il volo.
"Fontana volle mantenere l'impianto allegorico della trama di Musset, ma allo stesso tempo si sforzò di creare occasioni per scene spettacolari in omaggio al gusto scapigliato. Il risultato fu un libretto privo di coerenza, dove le opposizioni simboliche fra colpa e purezza, virtù e vizio, vennero goffamente inserite in un dramma d'azione, perdendo perciò l'identità originale senza acquistarne un'altra"1. Edgar è il vero e unico fallimento di Puccini.

1 Tratto da "Giacomo Puccini. L'arte internazionale di un musicista italiano", ed. Marsilio (1995)