Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane
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Una vita non facile

“Oggi son più triste del solito”

La vita di Puccini, nonostante i successi, non può essere descritta con toni rosei. Il primi ostacolo è la miseria ("Stanotte ho lavorato fino alle tre e dopo ho cenato con un mazzo di cipolle. Sono stufo di lottare con la miseria, sempre!", lettera autografa). Nonostante la tenacia professionale e nonostante fosse etichettato come il ‘burbero compositore lucchese', visse intensamente ogni accadimento, confidandosi con gli amici di Lucca, con la madre, con le amanti, con l'editore.
La sua tristezza era data dal fatto che, non riusciva a prendersi meno sul serio: ogni successo era un'immensa soddisfazione per il compositore -Puccini-; ogni critica un duro colpo per l'uomo -Giacomo-.
Nel luglio 1884 muore la madre: Puccini soffrì il distacco anche perché Albina era sempre stata la sua più grande sostenitrice dal punto di vista professionale e la valvola di sfogo della sua fragilità umana.
La vita sentimentale non può certo dirsi semplice: si legò ad Elvira Bonturi in Gemignani, moglie di un facoltoso droghiere lucchese noto per la fama d'impenitente donnaiolo. Non è una relazione semplice: Elvira non solo era una donna sposata ma era profondamente gelosa. Una gelosia che arrivò a superare ogni limite inducendo al suicidio la giovane domestica della Villa di Torre del Lago, accusata ingiustamente di avere una relazione con Giacomo. L'equilibrio nella coppia fu fragile e non si raggiunse mai del tutto, nemmeno in seguito al matrimonio, celebrato nel 1904 a un anno dalla morte del marito di Elvira, che permise loro di riconoscere il primogenito Antonio.
Una delle passioni più grandi di Giacomo Puccini fu Torre del Lago. Nel 1891 aveva preso una casa in affitto sulle rive del Lago Massaciuccoli in una Torre del Lago che, all'epoca, era popolata quasi esclusivamente da pescatori che vivevano in capanne dai tetti coperti di frasche. Quando al successo seguì la ricchezza, Puccini lasciò il suo piccolo rifugio per costruirsi la Villa che ancora oggi domina la piazza sulle rive del lago. A Torre del Lago aveva modo di vivere non solo a contatto con la natura, da cui trasse ispirazione per le sue opere, ma, soprattutto, aveva modo di assaporare i gusti di un genuino ambiente bohemienne. Frequentava pittori appartenenti alla corrente dei macchiaioli come Ferruccio Pagni, si sollazzava ospite nella capanna di Giovanni Gragnani: questi erano i suoi amici e più cari sostenitori ma anche coloro con i quali condivideva la passione per la caccia, per la pesca e per il tavolo da gioco. Era il periodo della miseria eppure la semplicità di Torre del Lago offriva sempre molte opportunità al vulcanico Puccini.