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Come creare un’opera immortale

“Il libretto, il musicista se lo dovrebbe poter fare da sé”

Puccini incassò la lezione impartita dal fallimento dell'Edgar e decise di dedicarsi in prima persona alla scelta del soggetto e definire personalmente e in anticipo le strutture drammatiche del libretto, prima ancora di musicarlo.
Risalgono alla primavera 1891 i primi contatti di Puccini con Illica e Giacosa, i librettisti che avrebbero seguito la produzione delle sue migliori opere. Luigi Illica (1857-1919) è uno dei personaggi di maggiore impulso per l'opera di fine secolo. Dotato di intuito drammatico e animato da mille idee. Scrisse più di 40 libretti tra cui "Andrea Chernier", musicato da Giordano, "Iris" di Mascagni, "Wally" per Catalani. Giuseppe Giacosa (1847-1905) è uno dei poeti e drammaturghi più in vista dell'epoca, con spiccate tendenze decadenti, è colui che farà compiere un salto di qualità al teatro di critica sociale italiano. Di lui Puccini appezzava eleganza poetica e conoscenza della metrica. Nel rapporto con Illica e Giacosa, Puccini ebbe modo di sperimentare un metodo di lavoro infallibile, funzionale all'obiettivo: maturare l'opera sin dalla scelta del personaggio. L'elaborazione dello schema drammatico era fondamentale, su di esso venivano elaborate le prime idee musicali che fungevano da traccia per la versificazione. Lo schema d'azione era più o meno il seguente:

  1. riduzione del dramma Illica, Puccini
  2. abbozzi musicali, con indicazioni per i versi Puccini
  3. versificazione Giacosa
  4. composizione e orchestrazione Puccini
  5. ritocchi drammatici Illica, Puccini
  6. ritocchi poetici Giacosa, Illica, Puccini
  7. ritocchi musicali Puccini1

1 Tratto da "Giacomo Puccini. L'arte internazionale di un musicista italiano", ed. Marsilio (1995), pag.111